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Friday, November 27, 2015

ITALY: Italy's antitrust body opens probe into alleged cement price fixing

Nov 26 Italy's antitrust authority has opened an investigtation into four cement makers for alleged price fixing and, with the tax police, has searched the offices of the companies, it said in a statement on Thursday.

The companies under investigation are Buzzi Unicem, Cementir Italia, Industria Cementi Giovanni Rossi and Holcim Italia, the watchdog said.

"The case concerns the possibility of an agreement ... to coordinate cement sales price increases," it added.

Holcim Italia, part of the LafargeHolcim Group, confirmed the inspections. It said the company had always acted according to the law and has "policies and procedures in place that are designed to ensure compliance with principles and rules of fair competition prohibiting anti-competitive behaviour and the abuse of a dominant market position".

Buzzi said it is confident it will be able to demonstrate during the investigation that it had always acted in compliance with competition law.

Cementir declined immediate comment. Industria Cementi Giovanni Rossi could not immediately be reached for comment. (Reporting by Agnieszka Flak and Andrea Mandala in Milan and Oliver Hirt in Zurich; Editing by Susan Thomas and David Goodman)

Wednesday, May 13, 2015

ITALY: Cementir rallenta la corsa nel trimestre

Cementir rallenta la corsa, complici le difficoltà registrate in Turchia e in Egitto parzialmente attenuate dal consueto traino dei paesi scandinavi e dalla sostanziale stabilità conseguita in Estremo Oriente e in Italia. Così ieri il gruppo capitolino guidato da Francesco Caltagirone jr ha mandato in archivio i risultati dei primi tre mesi con i ricavi in leggera flessione, a 204,7 milioni di euro (-0,9%), il margine operativo lordo che si attesta a 24,2 milioni (-1,6%) e il risultato operativo pari a 3,1 milioni(-31,5%), mentre il risultato ante imposte ha cambiato segno ed è positivo per 3,8 milioni rispetto alla perdita di 1,8 milioni conseguita nel primo trimestre 2014.

A incidere, come detto, è la contrazione dei volumi venduti in Turchia (-23% per il cemento e -16% per il calcestruzzo) e in Egitto (-20%) dove hanno pesato, rispettivamente, le condizioni climatiche particolarmente sfavorevoli e la persistente incertezza politica che ha influito negativamente sullo scenario economico. Nei paesi scandinavi, invece, il buon andamento di Danimarca e Svezia, con vendite e prezzi in crescita, ha consentito di compensare la contrazione registrata nel mercato norvegese condizionato dall’arretramento dell’edilizia residenziale e dal completamento di alcune grandi opere infrastrutturali.

In Estremo Oriente, poi, il gruppo ha potuto beneficiare di una sostanziale stabilità dei ricavi nei primi tre mesi dell’anno. Sia in Cina che in Malesia, infatti, il rallentamento della domanda interna è stato in parte superato grazie all’aumento dei volumi sui mercati di esportazione. E l’Italia? I ricavi sono risultati in linea con i dati del primo trimestre 2014: i primi segnali di risveglio della domanda di mercato «hanno generato un leggero incremento dei volumi venduti di cemento e calcestruzzo - ha chiarito il gruppo nella nota diffusa ieri a valle del cda - i cui effetti sono stati neutralizzati da una diminuzione dei prezzi di vendita rispetto ai primi tre mesi del 2014».

Tornando ai numeri, i costi operativi hanno raggiunto quota 197 milioni di euro, in rialzo di 11,2 milioni rispetto al primo trimestre 2014, ma hanno scontato l’effetto cambio negativo collegato alla rivalutazione delle principali valute estere nei confronti dell’euro: a cambi costanti, infatti, i costi operativi sarebbero stati pari a 190,3 milioni, in crescita di 4,5 milioni rispetto all’esercizio precedente. Quanto all’indebitamento, pari a 326,3 milioni (+47.9 milioni rispetto al dato registrato a fine 2014), la variazione negativa è riconducibile alle dinamiche del capitale circolante e alle manutenzioni annuali degli impianti solitamente programmate nella prima parte dell’anno. Ma il gruppo non ha modificato i suoi programmi e ha confermato, per il 2015, un Mol a 190 milioni e un indebitamento di 230 milioni di euro.

Wednesday, March 11, 2015

ITALY: Italcementi, migliora il conto economico nel 2014

Il gruppo Italcementi archivia il 2014 con ricavi consolidati per 4.155,6 milioni di euro (-1,8%), margine operativo lordo corrente a 649,1 milioni (+3,2%) e un risultato netto totale per -48,9 milioni, contro la perdita di 88,2 milioni del precedente esercizio. I dati sono stati esaminati ieri, 4 marzo, dal cda che ha proposto un dividendo di 0,09 euro per azione (in pagamento il 20 maggio) in aumento rispetto agli 0,06 euro del 2013). Le previsioni per il 2015, stimano un margine operativo lordo corrente superiore a quello del 2014. 

Si chiude il periodo di contrazione 
Secondo una nota del Gruppo Italcementi, l'esercizio 2014 - supportato da un andamento significativamente positivo del quarto trimestre dell'anno, si e' chiuso con un ritorno alla crescita di tutti i risultati operativi, chiudendo la parentesi di contrazione dei margini determinata dal lungo periodo di crisi economica mondiale. 

I risultati raggiunti nel corso del 2014 - sottolinea Carlo Pesenti, CEO del Gruppo Italcementi - confermano la validita' del piano di azione che abbiamo intrapreso nel corso degli ultimi anni, culminato con la messa in esercizio degli investimenti strategici portati a termine nel corso dell'anno in Italia e Bulgaria. In linea con le previsioni ci troviamo ora, a fronte di segnali di ripresa dell'economia, con un apparato industriale ampiamente rinnovato e altamente efficiente che può inoltre contare su una quota di autoproduzione di energia elettrica rinnovabile di oltre l'11% del fabbisogno totale. Un livello superiore ai target prefissati e che potra' incrementarsi con le ulteriori iniziative programmate, fra cui un importante campo eolico in Egitto destinato a sopperire alle carenze energetiche del Paese che hanno limitato nel recente passato la capacita' produttiva di cemento del Gruppo.? Nell'esercizio in corso il livello di Capex sara' comunque piu' contenuto rispetto al 2014, tornando ai livelli consueti, inferiori ai 400 milioni. A fianco dell'efficienza industriale, si e' inoltre rafforzata la focalizzazione del Gruppo Italcementi sui materiali e servizi innovativi ad alto valore aggiunto. Grazie alla piena operativita' del nuovo sistema di offerta prodotti i.nova, nel 2014 l'innovation rate (quota di prodotti innovativi sul totale delle vendite) ha raggiunto il 6,6% rispetto al 5,3% del 2013, con un margine di contribuzione industriale in crescita dell'11% sull'anno precedente

Wednesday, July 30, 2014

ITALY: Cementir chiude primo semestre con utile in crescita, conferma target 2014

Cementir ha chiuso il primo semestre 2014 con un utile netto di gruppo a 20,5 milioni di euro (7,4 milioni nei primi sei mesi 2013), confermando gli obiettivi economici e finanziari per l'anno.

Lo rende noto un comunicato della società.

Nello stesso periodo i ricavi sono stati pari a 472,8 milioni (da 472,4 mln), in crescita del 9,4% a cambi costanti e il Mol a 78,4 milioni (62 milioni nel primo semestre 2013) in crescita del 26,4% (+43,2% a cambi costanti).

Il gruppo prevede nella seconda parte dell'anno "la prosecuzione del positivo andamento delle attività nei Paesi Scandinavi, in Turchia e in Estremo Oriente. In Egitto, invece, è difficile prevedere l'evoluzione del mercato, data l'instabilità politica e sociale che interessa il Paese da più di due anni, ma si attende un contributo positivo pur se inferiore all'esercizio precedente".

In Italia, nel secondo semestre del 2014, non sono attesi segnali di ripresa.

"Vengono confermati gli obiettivi economici e finanziari per l'anno 2014 che prevedono il raggiungimento di un margine operativo lordo superiore a 180 milioni di euro e un indebitamento finanziario netto di circa 280 milioni di euro".

Wednesday, June 18, 2014

ITALY: Autorizzazione per la progettazione del cemento armato: nuovo intervento dell'Ance imperiese

La scorsa settimana, a seguito delle precedenti segnalazioni che l'associazione nazionale costruttori edili (Ance) di Imperia ha con forza, ripetutamente evidenziato, si è tenuto un incontro tra il Presidente Olimpio Lanteri e il Presidente dell'Amministrazione Provinciale, Dott. Sappa, alla presenza dell'Assessore Leuzzi, per affrontare il perdurante problema dell'autorizzazione preventiva in materia di progettazione delle strutture in cemento armato.

Infatti, come ormai noto, la Legge regionale 50 del 21 Dicembre 2012 prevede che le Province rilascino preventivamente l'autorizzazione per l'esecuzione delle suddette opere: “Tale adempimento – evidenzia l’Ance - ha inevitabilmente comportato un carico di lavoro che gli uffici della Provincia non sono strutturati a sostenere. Di conseguenza, non è pensabile che ai tempi già esageratamente lunghi per ottenere un qualsiasi permesso di costruire si debbano sommare ulteriori ritardi. Il Presidente Sappa ha informato delle iniziative intraprese al fine di rafforzare gli uffici preposti, anche se non ha potuto garantire la soluzione del problema in misura soddisfacente. Dopo una discussione finalizzata a trovare possibili soluzioni volte ad ottimizzare il servizio, si è concordato di organizzare un incontro con la parte politica e gli uffici preposti della Regione Liguria, con i rappresentanti dell'Amministrazione Provinciale e Ance Imperia, affinché si possa discutere su una semplificazione della norma, ma soprattutto si possa chiedere alla Regione di rivedere la classificazione dei Comuni soggetti a tale Legge. Peraltro non pare giustificata l'applicazione della norma in modo indistinto relativamente alle diverse tipologie di intervento. Ance Imperia, nel prendere atto dello spirito collaborativo dell'Amministrazione Provinciale, che ha preso coscienza dell'importanza del problema sollevato, conferma la sua disponibilità a contribuire al fine di addivenire ad una soluzione condivisa, risolutiva ed entro breve termine”.

Wednesday, June 4, 2014

ITALY: Edilizia, s’insedia oggi al porto di Augusta “Cementi Siciliani”

Nuovi slanci di produttività e segnali d’interesse dai mercati internazionali: il comparto del cemento da sempre rappresenta un indicatore economico per l’andamento dell’import/export e per il settore dell’edilizia, vero traino dei consumi. La multinazionale Cemex – terza compagnia al mondo per produzione di cemento e prima per commercializzazione e produzione di cemento bianco – sceglie la Sicilia per insediare una nuova azienda di materiali di costruzione: la “Cementi Siciliani”.

È stato inaugurato stamattina, venerdì 30 maggio, al porto di Augusta lo stabilimento nato con l’obiettivo di sviluppare nuovi business nel polo logistico e strategico del Mediterraneo: «Abbiamo deciso di avviare questa nuova iniziativa imprenditoriale – sottolinea Juan Luis Alonso, amministratore unico della nuova compagnia – in considerazione dell’espansione e del grande potenziale di crescita che offre la Sicilia, sebbene non escludiamo nel futuro di ampliare il nostro raggio di azione in altre regioni del Paese che consideriamo potenzialmente interessanti».

L’Azienda, che ha rilevato un vecchio cementificio nella sede commerciale del porto di Augusta, prevede strutture di deposito per una capacità di 4000 tonnellate di cemento. Inizialmente commercializzerà il cemento fabbricato dalla multinazionale Cemex nelle più vicine strutture di produzione presenti in Spagna, prevendendo in breve tempo di aumentare la gamma di prodotti con altri materiali di costruzione e soluzioni per l’edilizia che vengono fabbricati e distribuiti in più di 50 Paesi, dove vengono quotidianamente impiegate 43mila risorse umane.

«I nostri prodotti – spiega Jaime Ruiz De Haro, presidente e amministratore delegato di Cemex in Spagna – si distinguono nel mercato per l’alta qualità, riconosciuta a livello mondiale, che ha superato i rigidi controlli e gli standard dell’Unione Europea e vantano tutte le certificazioni di sostenibilità che esige la norma. Siamo convinti che avremo un’accoglienza eccellente in Sicilia, perché i nostri sono prodotti che nascono da un’innovazione continua e dall’obiettivo di dotare il settore dell’edilizia dei materiali all’avanguardia».

Questa mattina presso l’hotel NH Venus di Brucoli – alla presenza di Alonso e De Haro e dei rappresentanti istituzionali dell’Autorità Portuale di Augusta – si è svolta la presentazione della nuova azienda con oltre 50 imprenditori e stakeholders siciliani.

Friday, April 19, 2013

ITALIA: La crisi, paura a Scafa per la sorte del cementificio

La Italcementi chiude 9 stabilimenti su 17, ma non si sa ancora quali. Il sindaco: "Per ora non riteniamo che sia a rischio"

Ha vuto riflessi immediati a Scafa, la notizia diffusa ieri dalle agenzie di stampa, sulla nota con la quale il presidente della Italcementi Giampiero Pesenti e il consigliere delegato Carlo Pesenti hanno informato gli azionisiti della società che le cementiere del gruppo da 17 saranno ridotte a 8, in accordo con un piano annunciato verso la fine dell'anno scorso. La nota spiega nel dettaglio la sorte dei 17 stabilimenti a ciclo continuo: «Una è stata venduta e due sono state declassate a centri di macinatura. Delle 14 rimanenti, 6 rimangono come cementerie a ciclo completo, altre 3 vengono utilizzate come centri di macinazione e 5 rimangono in stand by in attesa delle richieste del mercato. Di queste 5 nel corso del 2013 Italcementi prevede di utilizzarne non più di 2, che sommate alle 6 assolutamente confermate danno la cifra finale di 8 cementerie sicuramente aperte».

Insomma, stante la crisi delmercato del cemento la holding bergamasca potrebbe soddisfare la domanda con meno della metà dei suoi stabilimenti, ma ieri nell’assemblea degli azionisti non è stato specificato quali sono destinati a chiudere . La domanda alla quale a Scafa ieri si è cercato di dare una risposta è se lo stabilimento cittadino sia compreso o meno fra gli otto che resteranno in attività Al momento nella cementiera di Scafa le lavorazioni sono ristrette alla trasformazione del clinker che arriva già preparato dallo stabilimento di Colleferro. 

Non c'è più, dal febbraio scorso, l'attività estrattiva del materiale primario esercitata nelle cave situate nel territorio di Lettomanoppello secondo una concessione mineraria secolare. Dal febbraio 2013 è partita anche la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori di Scafa. Trentadue di loro, su settanta, sono a rotazione in tutti i settore produttivi dell'opificio, in modo da garantire il turno di lavoro per tutti. 

Fu un accordo, sottoscritto fra azienda e parti sociali con una validità di due anni. «Tutto dunque», secondo Massimo Di Giovanni della Cgil, «è rimandato alla fine del 2014. Le nostre informazioni dicono che nulla è cambiato dalle assicurazioni che l'azienda espose in sede negoziale lo scorso febbraio. Avremo in ogni caso modo di approfondire ogni risvolto della questione, il prossimo 23 aprile, data già stabilita per una assemblea generale nello stabilimento». 

Gli fa eco il sindaco Maurizio Giancola che ha sempre intrattenuto rapporti frequenti con l’azienda, «poiché», spiega , «per la nostra cittadina la presenza di questa fabbrica è questione di vita o di morte per la nostra economia e delle possibilità lavorative ed occupazionali, nonché per la programmazione amministrativa. Lo stabilimento è il cuore del paese, intorno al quale ruota ogni attività ed anche noi, alle prese con la possibilità di revisione degli strumenti urbanistici, dobbiamo indispensabilmente venire a conoscenza delle intenzioni aziendali. 

Per quanto mi è dato sapere oggi posso dire che non ci sono state modifiche alle assicurazioni tranquillizzanti che il direttore Mora fece lo scorso febbraio, affermando di voler rimanere in piena efficienza sulla piazza di Scafa e di garantire l'occupazione. Garanzie espresse nonostante che il mese di gennaio 2013 fu il peggiore nell'ultimo quadriennio per il mercato del cemento. Non ci sentiamo dunque per ora di ritenere a rischio il nostro stabilimento».

Friday, October 26, 2012

ITALIA: Cement partners' winning ways

Italcementi is happy with its stake in West China Cement and the report of fraud is not true, says its chief representative

Italcementi Group, an Italian-listed cement company, has faith in West China Cement despite a US short-seller's report alleging fraud at the mainland cement producer, said Ma Weiping, Italcementi's chief representative in West China Cement.

In August, Glaucus Research, a US short-seller, published a report alleging inflated profits, fraud and suspicious acquisitions of mainland cement plants by West China Cement, which has denied the allegations.

"We already did lots of due diligence on West China Cement, so we felt the short-seller's report is not factual," said Ma at a gathering with journalists. "Thus, it has not shaken our confidence in West China Cement."

Just before the Glaucus report, Italcementi, the world's fifth-largest cement company, became the Hong Kong-listed firm's third-largest shareholder on June 28 with a 6.25 per cent stake. Under this deal, Italcementi's executive, Ma, was appointed a non-executive director of West China Cement.

"I don't think West China Cement has serious corporate governance problems. There are some errors in Glaucus' report," said Daiwa Securities analyst Felix Lam.

He said Glaucus' allegations regarding West China Cement's selling prices were inaccurate and its comparison of prices between Shaanxi province, where West China Cement sells most of its product, and other provinces was unfair.

West China Cement has decided not to sue Glaucus but reserves the right to do so, said its executive director, Low Po Ling.

"To prove the truth of our case, we don't need to resort to lawsuits. We have invited reporters to Xian, to show our factories exist. They are not just drawings on a piece of paper," he said.

West China Cement chairman Zhang Jimin said "there is a Chinese saying, let the facts speak for themselves".

Ma described Italcementi's strategic partnership with West China Cement as win-win.

"West China Cement's advantage is it understands China's economy and policies.

"Italcementi is a 150-year-old company with lots of experience. There can be an exchange of knowledge. Previously, we competed, but now we co-operate," Ma said.

To gain the shareholding in West China Cement, Italcementi sold West China Cement its 35 per cent stake in a cement plant in Shifeng, Shaanxi, and its cement plant in Fuping county, Shaanxi, in June.

A visit to the cement plant in Fuping shows cultural differences between Italcementi and West China Cement.

In the three months since West China Cement took over the Fuping plant, its monthly cement capacity has increased to 180,000 tonnes from 130,000 tonnes, said West China Cement regional manager Wang Fayin.

He attributed the increased output to replacing the Italian management system with Chinese management methods.

"The differences are very big. The Italian and Chinese models are different," said Wang.

When Italcementi was managing the Fuping plant, many decisions were made in Italy, which had a six-hour time zone difference with Fuping, he said.

"Italian managers would leave Fuping to go home to Xian at 5.30pm every day, while Chinese plant managers stayed in the plant. The top Italian managers go back to Italy once a year," said West China Cement deputy manager Luo Xianbo.

Wang said that by staying at the plant, "we can solve a problem right away. We Chinese would work until midnight to fix a problem".

"I offered simpler shortcut solutions, but the Italian bosses didn't approve them. Now that we have taken over, we do things our way," Wang said.

Previously, Italcementi would insist the Fuping plant import Italian components, when there were cheaper Chinese-made components next door that could have been used instead, he added.

However, Italcementi has an excellent global IT system that can monitor operations around the world in real time, Low said.

"The Italian company is better than us in this respect."

The Italian management model is people-centric and empowers workers to be independent, but the quality of Chinese workers is not up to that of European workers, so a stricter management model must be imposed on Chinese workers, said West China Cement chief executive Tian Zhenjun.

Nonetheless, Italcementi has strengths in safety and research and development, which has benefited West China Cement, he said.

When Chinese government safety inspectors visited mainland cement plants, the Italian managers would not host them to dinner while Chinese managers would, he said.

"This is not bribery. Is eating dinner corruption?

"Wine and dinner is normal Chinese entertainment. This is the Chinese tradition of people-to-people relationships," Tian said.

Despite the cultural differences, there are no quarrels between Italcementi and West China Cement, because Italcementi's chief representative in West China Cement is Ma, a Chinese who understands China, Tian said.

ITALIA: Italcementi, investimento “green” per 150mln

Italcementi investe 150 milioni per realizzare a Rezzato, in provincia di Brescia, “la cementeria più moderna ed ecologica d’Europa”. L’impianto, che risale al 1964, da novembre verrà profondamente rinnovato principalmente nella linea di cottura. L’avvio della nuova struttura è programmato per la fine del 2014, al termine dei lavori e delle operazioni di collaudo.

Le nuove tecnologie impiegate nel revamping di Rezzato garantiranno una riduzione dei costi di produzione del 23% e un abbattimento delle emissioni del 75% a regime. Il revamping aumenterà anche la produzione del clinker grigio da 800.000 a 1 milione di tonnellate.

L’impianto, costruito nel 1964, è da tempo al centro delle accuse per gli altissimi livelli di Pm10 (il particolato disperso composto da polvere, fumo e microgocce, pericoloso per la salute) che si registrano nel comune.

La cementeria, che si estende per 20 ettari tra Rezzato e il confinante Comune di Mazzano e occupa circa 130 persone, produce clinker grigio per 800.000 tonnellate circa e bianco per 200.000 tonnellate.

L’intervento di revamping, dice l’azienda, consentirà di ridurre da due a una sola le attuali linee di produzione del clinker grigio.

La ristrutturazione, aggiunge l’azienda, consentirà anche di diminuire l’impatto acustico.

Nel 2007 Italcementi ha ottenuto per l’impianto bresciano l’Autorizzazione integrata ambientale. Nel 2009 ha poi sottoscritto un patto con il ministero dell’Ambiente per una serie di investimenti finalizzati al rinnovo dell’apparato industriale che finora ha portato già alla ristrutturazione dell’impianto di Matera.

Quello di Italcementi, ha detto il ministro per lo Sviluppo economico, Trasporti e Infrastrutture, Corrado Passera, intervenuto alla presentazione dell’investimento, ”è un caso emblematico dell’Italia che c’è, che gira per il mondo, che non parla tanto ma fa molto”.

”E’ la dimostrazione”, ha aggiunto il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, anch’egli presente all’evento”, che se si investe sull’ambiente, si hanno dei vantaggi sia sul piano industriale che su quello ambientale”.

”Il revamping”, ha commentato poi il consigliere delegato della società, Carlo Pesenti, “porterà a un netto miglioramento della sostenibilità ambientale ed economica dell’impianto. La rinnovata cementeria di Rezzato sarà una delle punte di diamante della struttura industriale di Italcementi in Italia, insieme agli impianti di Calusco D’Adda e Matera, rinnovati negli scorsi anni. Il gruppo ha in corso altri investimenti importanti un India e in Bulgaria, ma questo rilevante impegno in Italia vuole anche essere un segno del nostro radicamento a soprattutto della fiducia che Italcementi nutre nel futuro del nostro paese malgrado lo scenario difficile in cui siamo attualmente immersi”.

Friday, August 24, 2012

ITALIA: Più trasparenza sui rifiuti nel cemento

Nell'impasto del cemento finiscono rifiuti,derivanti da impianti di combustione (ceneri), da impianti siderurgici (scorie, terre di fonderia, polveri, fanghi) e dall’industria chimica (gessi, fanghi, ecc.), come spiega l'Associazione ittecnico economica sul cemento (Aitec).

“Con questo cemento in Europa vengono costruiti i nostri ambienti di vita e di lavoro (abitazioni, uffici, fabbriche, scuole, ospedali, ecc.), senza particolari verifiche in merito all’impatto di questo materiale sulla salute delle persone che ne vengono a contatto e senza alcuna informazione ai consumatori sulla presenza di questi componenti” ha scritto in una interrogazione alla Commissione europea l'eurodeputato dell'Idv Andrea Zanoni, depositata il 20 agosto scorso (in allegato).

A titolo di esempio, Zanoni riporta un caso di cronaca: “A Musestre, frazione del comune di Roncade in provincia di Treviso, [...] una cittadina nel contesto di un contenzioso legale contro un fornitore e un produttore di cemento, ha fatto eseguire cinque perizie sulla propria abitazione che hanno messo in evidenza che nel cemento utilizzato erano presenti ceneri, diossine e metalli pesanti. Queste sostanze tossico/nocive e pericolose, che dovrebbero essere smaltite in discariche speciali, sono invece andate a finire in un’abitazione civile”.

Per questo, l'esponente dell'Italia dei valori chiede alla Commissione se questa “non ritiene utile, necessario ed urgente avviare verifiche sulla compatibilità dell’utilizzo di questi cementi così prodotti nella costruzione di ambienti di vita e di lavoro, al fine di garantire la massima tutela della salute umana?”, e se non ritenga “doveroso che per tale prodotto posto in commercio, venga almeno comunicata al consumatore tramite comprensibili indicazioni, la sua completa e dettagliata composizione chimica e fisica?”.

Friday, August 3, 2012

ITALIA: Italcementi in talks to bid for India cement plant-sources



Italian cement maker Italcementi is in talks to bid for one of the two cement plants owned by India's Jaiprakash Associates in a deal worth about $500 million, two sources with direct knowledge of the situation said.

Jaiprakash plans to raise up to $1.6 billion from the sale of the two cement plants in western Gujarat and southern Andhra Pradesh states to help pay down part of its $8 billion debt.

Italcementi, whose Indian unit Zuari Cement is one of the leading producers in the southern region, is expected to offer about $100 per tonne for the factory in Andhra Pradesh with a capacity to produce five million tonnes of cement a year, one of the sources said.

Jaiprakash, which has interests in cement, construction, real estate and hospitality, is seeking about $150 million per tonne for the two plants that have a combined capacity of nearly 10 million tonnes, the sources said.

The sources declined to be named as they are not authorised to speak to media. Italcementi, the world's fifth-largest cement producer, and Jaiprakash also declined comment.

Irish building materials group CRH and UltraTech , India's No.1 cement maker and part of the diversified Aditya Birla Group, are also in the race to buy the Jaiprakash cement plants, a source said last month.

Monday, May 7, 2012

ITALIA: Italcementi to become strategic partner of West China Cement



Italian cement maker Italcementi said on Friday it has agreed to acquire a stake in West China Cement as the group moves to strengthen its position in the world's largest building materials market.

In a statement on Friday Italcementi said that when the deal is complete it will own a stake of around 6.25 percent in West China Cement (WCC) to become the company's third largest shareholder.

Under the agreement Italcementi will sell to WCC Shaanxi Fuping Cement Company, which also owns 35 percent of Shifeng Cement, against the subscription of a reserved capital increase of WCC.

Italcementi will underwrite 284.2 million new shares in WCC at HK$ 2.1815 per share, it said.

Friday, April 20, 2012

ITALIA: Mapei desarrolla aditivos que minimizan el impacto ambiental



Mapei, el mayor productor mundial de adhesivos, selladores y productos químicos para la construcción, avanza en la elaboración de alternativas sostenibles para la optimización del cemento con adiciones.

La reducción de las emisiones de dióxido de carbono asociadas a la descarbonatación de la caliza y el uso de combustibles fósiles es probablemente el reto más ambicioso que la industria del cemento afrontará en los próximos años y, en este reto, la producción de cementos con adiciones, con bajo contenido en clínker juega un papel fundamental. Así lo explican en un informe técnico Matteo Magistri y Pietro Recchi, de la División Aditivos de Molienda, Mapei SpA.

“El clínker Portland, componente principal del cemento, es un material hidráulico formado por silicatos de calcio y de minerales que contienen calcio, aluminio y hierro. Por cada tonelada de clínker producido se liberan a la atmósfera alrededor de 900 kg de dióxido de carbono y se ha estimado que, a nivel mundial, la industria del cemento contribuye con un 5% en el total de CO2 antropogénico”, indica el mencionado estudio.

El uso de aditivos para cemento permite reducir el gasto en energía relacionado con la producción de cemento y minimiza el uso del clínker (compensando la pérdida de resistencias mecánicas), sin perder las altas prestaciones que los cementos deben tener. Así, el uso de estos componentes secundarios es una manera sencilla y directa de proteger el medio ambiente.

Mapei ha desarrollado en sus laboratorios algunas alternativas de uso de los aditivos de molienda en la optimización de los cementos con adiciones:

• Cementos con escoria de alto horno: El uso de escoria de alto horno (un residuo de la producción del acero) como material agregado en la producción del cemento es muy común. Los resultados muestran que la adición de MA.P.E/S511 permite reducir la pérdida de resistencias mecánicas, a fin de permitir el aumento del porcentaje de escoria del 14 al 26% (y así una reducción igual del contenido de clínker) sin pérdidas apreciables de las resistencias mecánicas.

• Cemento mixto caliza/cenizas: Las cenizas volantes son el residuo de la combustión del carbón utilizado en las centrales eléctricas como fuente de energía. Contienen silicio, calcio, aluminio y pueden tener propiedades hidráulicas que las hacen adecuadas para ser utilizados en la producción de cementos, de una manera similar a la escoria de alto horno. El uso de MA.P.E/S828 puede conllevar una reducción del 10% del contenido de clinker, sin comprometer las resistencias mecánicas. Teniendo en cuenta la producción de una fábrica de cemento de tamaño medio (un millón de toneladas anuales de cemento), corresponde a 100.000 toneladas de clínker ahorrado al año y por tanto, una reducción de las emisiones equivalente a 90.000 toneladas anuales de CO2.

Como resultado de su informe, los profesionales de Mapei concluyen que “el uso de aditivos permite producir cementos de bajo contenido en clínker, reduciendo las emisiones de gases de efecto invernadero y manteniendo inalteradas las prestaciones finales del cemento”.

Wednesday, February 8, 2012

ITALCEMENTI: Il cda di Italcementi rende noti i risultati del 2011

Il 2011 si è chiuso in maniera piuttosto positiva per Italcementi: il gruppo bergamasco attivo nei materiali da costruzione ha infatti reso pubblici i dati che sono stati rilevati alla data del 31 dicembre dello scorso anno. Ebbene, il consiglio di amministrazione della stessa spa ha messo in luce una buona ripresa nonostante la domanda non eccelsa di materiali. In particolare, bisogna sottolineare come le vendite consolidate di clinker e cemento siano calate di quasi due punti percentuali, a causa della stasi subita dal mercato dell’Egitto, paese ancora alle prese con una crisi politica interna molto grave. Inoltre, occorre rimarcare i consumi stagnanti da parte dei principalipaesi industrializzati.

Al contrario, le attività del comparto relativo agli inerti sono aumentate del 3,7%, mentre il calcestruzzo ha beneficiato di una crescita più moderata (+0,8% per la precisione). Un buon rialzo è stato anche quello del fatturato consolidato (+1,3%), con una quota complessiva di 4,7 miliardi di euro; per quel che concerne i ricavi, al contrario,la flessione è stata pari a 1,5 punti percentuali, a causa, in particolare dei volumi di vendita che non hanno eguagliato i dati precedenti, anche se in paesi come India, Thailandia e Marocco si è potuto contare su prezzi decisamente migliori. Un dato che invita senza dubbio a riflettere è quello relativo alle vendite di cemento realizzate nel corso dell’ultimo trimestre dell’anno: nel dettaglio, queste ultime hanno subito un declino importante di ben 2,7 punti percentuali (il confronto deve essere effettuato con lo stesso periodo del 2010), un evento che non è stato impedito nemmeno dalle interessanti attività francesi e nordamericane.

La stessa Thailandia, inoltre, ha dovuto far fronte a un evento eccezionale come le inondazioni dell’ultimo periodo del 2011. In conclusione, si può anche fare riferimento alla posizione finanziaria netta della fine dell’anno: si tratta di un saldo negativo di 2,1 miliardi di euro, in miglioramento rispetto ai livelli di settembre.

Monday, October 10, 2011

ITALIA: Mario Doménico Bracci designado consejero delegado de FYM



Mario Doménico Bracci ha sido nombrado consejero delegado de Financiera y Minera (FYM), fabricante de cemento, hormigón y áridos, filial en España del Italcementi Group, sustituyendo a Jean-Yves Le Dreff, que asumirá nuevas responsabilidades en el grupo. Natural de Italia, es ingeniero industrial por la Universidad de Florencia, se incorporó a Italcementi Group en 1990 y ha ocupado en los últimos 16 años diversos cargos. Así, fue director general de Asia Cement –filial de Italcementi en Tailandia–, siendo el responsable de desarrollar el plan de expansión del grupo en Asia. En 2003, fue nombrado director de general de Interbulk, en Suiza, y, tres años antes, director operativo de servicios auxiliares de Essroc, la filial del mercado de cemento en Norteamérica.

Entre los retos del nuevo consejero delegado de FYM, se encuentra continuar adaptando la compañía al contexto de ralentización del sector de materiales de construcción, aprovechando al máximo las oportunidades del mercado, consolidando la oferta innovadora de soluciones constructivas y el compromiso con el desarrollo sostenible.

Monday, August 1, 2011

ITALIA: Italcementi expects price-rise boost in second half

Italian cement maker Italcementi said on Friday it expected significant price rises to help offset swelling energy costs in the second half of 2011, after a 15 percent fall in first-half core earnings.

Like larger European peers such as France's Lafarge , Italcementi suffers as rising raw material prices push up costs. At the same time, weak demand makes it difficult to pass on price increases to customers.

First half earnings before interest, taxes, depreciation, and amortisation (EBITDA) was 372.1 million euros ($531.5 million), against an I/B/E/S mean forecast of 382.4 million.

"The second half of the year should present a significant recovery in sales prices in some countries, including Italy, to absorb the inflationary pressures generated by energy factors," Italcementi said in a statement.

The group said it expected positive performances in France and major emerging market countries to offset negative effects in the Egyptian market, where volume fell by 14.6 percent in the first six months of the year following a popular uprising there.

"Second-half operating results are expected to be comparable to those of the second half of 2010, subject to the situation in Egypt," it said.

Shares in Italcementi swung back to positive territory after the results but were down 2.4 percent by 1345 GMT, as the Milan blue-chip index extended losses to 2.1 percent.

Germany's HeidelbergCement AG reported on Friday a 6 percent decline in second-quarter operating profit, while Lafarge's operating income fell 16 percent in the same quarter, the French group said on Thursday.

Italcementi said first-half net profit reached 115 million euros, compared with 400,000 euros a year earlier, thanks to a one-off capital gain on a sale of Turkish assets.

The group's revenue rose 2.1 percent from a year ago, to 2.45 billion euros.

Friday, May 6, 2011

ITALIA: Italcementi: utile netto 1T pari a 127,6 mln di euro

Il CdA di Italcementi riunitosi ieri ha preso in esame e approvato la relazione trimestrale consolidata di Gruppo al 31 marzo 2011.

Il risultato del trimestre ha registrato un utile netto di 127,6 milioni di euro contro una perdita di 8,6 milioni del primo trimestre 2010. I ricavi, sostenuti da un positivo effetto volume, hanno registrato una crescita mentre sui margini hanno inciso l'aumento dei costi energetici ben oltre le aspettative; peraltro il risultato operativo, anche per effetto di operazioni straordinarie compiute nel periodo, ha registrato un significativo miglioramento (+17,6% a 35,6 milioni). Nel trimestre sono state cedute attività ritenute non più strategiche in Turchia (la controllata Set Group e l'attività eolica di Italgen Elektric Uretim) che hanno generato complessivamente una plusvalenza di 123,1 milioni e un positivo effetto sulla posizione finanziaria netta per 335,6 milioni.

Il 1° trimestre dell'esercizio in corso ha fatto segnare un miglioramento dei ritmi di attività nel settore delle costruzioni, in un contesto rimasto tuttavia caratterizzato da una elevata volatilità che risente ancora del difficile contesto congiunturale, mentre le condizioni climatiche nell'area europea e nord americana hanno registrato una situazione migliore rispetto al primo trimestre del 2010. Nei paesi emergenti del Gruppo la crescita dell'attività è proseguita a ritmi brillanti, particolarmente nei paesi asiatici, mentre è stata osservata una battuta d'arresto in Egitto a seguito delle recenti tensioni.

Nei tre settori di attività i volumi di vendita del Gruppo hanno segnato una buona crescita sia a perimetro omogeneo che a perimetro storico, dove il marcato progresso dei settori calcestruzzo e inerti è stato determinato dal reintegro nel perimetro di consolidamento delle attività di Calcestruzzi S.p.A. a far data dal 1 gennaio 2011. Nel settore cemento e clinker (12,4 milioni di tonnellate) l'incremento è stato del 4,6% rispetto allo stesso periodo 2010, con un positivo contributo da parte dei Paesi maturi e dell'Asia. Le vendite di inerti sono state pari a 9,3 milioni di tonnellate (+4,1% a perimetro omogeneo, +14,1 a perimetro storico) grazie soprattutto all'andamento favorevole in Francia/Belgio e Nord America. Il settore del calcestruzzo ha registrato un incremento dell'8,6% (+65,5% a perimetro storico) a 3,5 milioni di metri cubi grazie alla crescita di Francia/Belgio e dei Paesi emergenti, ad eccezione dell'Egitto.

Thursday, April 14, 2011

ITALIA: Cemento dall'amianto dismesso. Cava sperimentale a Varese

Trasformare l'amianto in cemento, è questa la sfida che potrebbe essere accolta dalla Regione Lombardia se darà corso al progetto sperimetale della provincia di Varese. Miliardi di metriquadri di amianto che oggi sono sui tetti delle città, dei capannoni industriali e delle stalle potrebbero essere smatellati e riconvertiti in materiali per la costruzione di edifici, una pratica che comporterebbe un vantaggio sia in terminieconomici che ecologici.

Si aggira infatti intorno ai 120 euro a tonnellata il costo per lo smaltimento tradizionale del pericoloso materiale. Di contro, il prezzo massimo stimato per l'attivazione di un ciclo di riconversione dell'amianto nell'impianto progettato, è di 70 euro. Un risparmio di 140 miliardi di euro per il nostro paese che si sommerebbe alla riduzione del rischio di dispersione di fibre, un problema tuttora irrisolto nella dismissione tradizionale.


Un progetto degli industriali di Varese
Le proposte di abbracciare un progetto di ricerca riguardante un trattamento innovativo che trasforma le lastre di eternit in materia prima da inserire nel calcestruzzo, andando ad integrare il cemento, è nata in seno al Gruppo merceologico “Materiali da Costruzione, Estrattive e Cave” dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, tenutasi lo scorso 11 aprile a Busto Arsizio.

Si tratta di un progetto dalla significativa valenza economica ed ambiantale. La presenza di amianto sul territorio nazionale è a tutt'oggi ancora massiccia, si stimano circa 2,5 miliardi di m2 di coperture in cemento-amianto e circa 300 milioni di m2 in matrice friabile. Problema di enorme portata che richiede soluzioni immediate. L'idea di istallare un impianto di trasformazione dell'amianto nel luogo estrattivo dove è già presente un'attività di preconfezionamento del calcestruzzo, potrebbe rivelarsi una di queste.

“Di norma – ha spiegato Giovanni Rossetti, presidente del gruppo merceologico – nella filiera del calcestruzzo, visti i bassi valori delle materie prime, i costi di trasporto incidono pesantemente. In questa maniera, invece, otterremmo una materia prima a chilometri zero.” Da considerare, inoltre, la possibilità di creare qualche prospettiva occupazionale: per il funzionamento di ciscun impianto occorrono 30 addetti.


La tecnologia in dettaglio
Il progetto di ricerca, supportato dal dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con la società di stoccaggio Zetadi di Ferno, prevede una conversione cristallochimica dell'amianto.

Trattato a temperature maggiori di 900 °C, attraverso l'utilizzo di un forno continuo, l'amianto si trasforma in fasi cristalline innocue, con completa distruzione delle fasi fibrose.

Il prodotto ricristallizzato che si ottiene da questa lavorazione è denominato Kry.As, una sorta di clinker, componente base per la produzione del cemento. Sulla salubrità del prodotto e sul rischio di dispersione prima e durante il processo, i ricercatori garantiscono perché al termine del trattamento termico il materiale è completamente trasformato e innocuo e prima del ciclo è interamenre sigillato.

La tecnologia è già stata testata, ma si tratterebbe di passare da esperimenti su piccola scala alla fase industriale. La cava di Lonate Pozzolo, in provincia di Varese, è il sito proposto per la sperimentazione.

Tuesday, March 8, 2011

ITALIA: Con la fine dei disordini in Egitto Italcementi può festeggiare in Borsa

Capita nei momenti di crisi: una società può salire in Borsa nonostante abbia presentato un bilancio in calo rispetto all'anno scorso. E' quello che è accaduto a Italcementi, uno dei leader europei del calcestruzzo e del clinker (l'elemento base per la produzione del cemento), controllato dalla famiglia Pesenti. La nota dei conti 2010, in realtà, è stata presentata venerdì a mercati chiusi. Quindi soltanto questa mattina gli analisti hanno potuto confrontare i numeri con le tabelle delle previsioni e con quanto accaduto l'anno precedente: anche nel 2009, Italcementi aveva visto i fondamentali in calo rispetto alla stagione precedente, ma in misura maggiore di quanto accaduto negli ultimi dodici mesi. E se a questo si aggiunge il fatto che la situazione politica in Egitto, dove Italcementi possiede alcuni degli impianti più importanti del Paese africano, si capisce il balzo del titolo a Piazza Affari: l'azione ha chiuso in rialzo del 4,6% (ben al di sopra del dato complessivo di Piazza Affari, il cui indice principale ha guadagnato la miseria dello 0,03%).

Ma andiamo con ordine. Il bilancio 2010 di Italcementi si è chiuso con ricavi in calo del 4,3% a 4,7 miliardi (ma l'anno prima il calo era stato del 13,3%). L'utile è sceso a 197 milioni, con una riduzione dell'8,5%, ma molto meno marcata del -22% con cui si era concluso il 2009. Il dividendo rimane invariato a 0,12 euro per azione.

Ma cosa si prevede per l'anno in corso? Continuerà la corsa dei Paesi emergenti in cui la società è presente (Egitto e Marocco e l'area asiatica) e per l'Italia "si profila un mercato in lieve recupero con una favorevole dinamica dei prezzi". 

Quanto all'Egitto, lo stop degli impianti dovuto alla situazione politica, avrà per Italcementi un impatto negativo stimato a livello di ebitda in 15 milioni di euro. Quindi limitato, e ciò è piaciuto alla Borsa.

Ma in una situazione come questa, è inevitabile mantenere sotto controllo il debito, per evitare un peggioramento delle condizioni con le banche. E se il dividendo non può salire, è inevitabile ricorrere alla vendita di qualche partecipazione. Oltre a quella annunciata due settimana fa della controllata turca. Cessioni che riguarderanno, come ha specificato il consigliere delegato del gruppo Carlo Pesenti "asset per noi marginali, ma molto richiesti da altri operatori, sia per il business sia per il posizionamento geografico. Si tratta per lo più di società in cui siamo minoritari".

Friday, February 25, 2011

ITALIA: Italcementi sigla accordo per vendita parte attività Turchia

Il gruppo Italcementi, attraverso la subholding Ciments Français, ha raggiunto un accordo per la vendita a Limak Holding di Set Group Holding e delle sue controllate.


Lo dice una nota precisando che le parti hanno stipulato l'accordo sulla base di un valore complessivo di 290 milioni di euro, al lordo della posizione finanziaria e di cassa.

Limak Holding è un gruppo diversificato turco attivo nei settori della costruzione, delle infrastrutture, dell'energia, dei trasporti e del turismo.

Set Group Holding, che rappresenta una parte significativa dell'attuale sistema produttivo del gruppo Italcementi in Turchia, opera attraverso tre cementifici ad Ankara, Balikesir e Trakya (con una capacità nominale annua complessiva pari a 2,3 tonnellate di clinker), un terminale ad Ambarli (con una capacità annua di macinazione pari a 1,2 tonnellate di cemento) e 13 impianti di calcestruzzo. Nel 2010 Set Group Holding ha registrato ricavi per circa 130 milioni di euro, con un indebitamento netto al 31 dicembre 2010 di circa 17 milioni di euro.

L'accordo raggiunto non riguarda Afyon Çimento, società turca quotata di cui Ciments Français detiene la maggioranza. In futuro il gruppo Italcementi prenderà in esame le migliori opportunità industriali o finanziarie per la valorizzazione di questo asset, dice la nota.

Il closing della transazione è previsto entro il secondo trimestre 2011.

Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano.